Coraggio improvvisato e qualche errore

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La sintesi

  • Se serve spostare un telaio con delle uova da un’arnia all’altra non è necessario togliere tutte le api che vi sono sopra: al contrario, se spruzzate con acqua e zucchero verranno adottate più facilmente dalla popolazione che le riceve e aiuteranno le nuove api a nascere e a crescere
  • il telaio trappola per fuchi, anche se non completamente pieno, vale la pena toglierlo per evitare di allevare fuchi e peggiorare così lo sviluppo di varroa
  • formiche dappertutto
  • Vespa crabro e l’hivegate

Il racconto

Oggi 09/05/2026 con una certa curiosità ho fatto il secondo controllo del mese di maggio. Ero ansioso di andare a vedere l’arnia rossa perché durante il controllo di settimana scorsa mi ero accorto che di celle reali non ve ne erano più, ed avevo quindi iniziato a sperare che fosse nata una possibile regina. Purtroppo non è così: durante il controllo non ho visto né uova né regina!

Ma procediamo con ordine.

La biblioteca

Prima di aprire l’alveare ho guardato la biblioteca. E ci sono rimasto malissimo:

In pratica la biblioteca è vuota ci sono pochissimi scarti o materiale di qualsiasi tipo. Il che, secondo la mia interpretazione, indica che le api non hanno lavorato tanto e che la colonia non si sta sviluppando.

Il coprifavo

È sempre invaso dalle formiche: non è particolarmente grave ed è ben chiaro perché sono lì: c’è il candito! Che per altro con il sole un po’ si scioglie e si appiccica al coprifavo.

La vista dall’alto dei telai

Di api in superficie ce ne sono poche, sui telai, come si vedrà dalle foto successive, la popolazione c’è, non è completamente sparita.

In generale, e te ne accorgi subito appena apri l’alveare, questa colonia è particolarmente mansueta. L’ho sempre correlato al fatto che stesse poco bene, mi domando se un domani dovesse riprendersi se le api continueranno a comportarsi alla stessa maniera o se diventeranno più aggressive.

I telai

A questo punto è arrivato il momento di sollevare i telai, uno per uno. In questo caso è abbastanza facile, sono leggeri, non sono incollati fra loro e non sono tanti.

Telaio 6 | Fronte
Nonostante la colonia sia orfana e le api siano particolarmente tranquille, c’è una certa operatività. Quello che si vede in fondo alle cellette e che luccica è nettare. Che se verrà processato ulteriormente dalle api si trasformerà in miele.

Nell’angolo in basso a destra si vede qualche cella ancora opercolata: lì dentro sono contenute delle uova, che tuttavia penso siano ancora state depositate dalla regina precedente.
Telaio 6 | Retro
Questa parte è invece quasi vuota, non c’è nulla.
Telaio 5 | Fronte
Su questo telaio si vedono ancora delle celle luccicanti, delle celle non luccicanti ma comunque colorate (contengono polline) e altre celle opercolate che invece contengono uova, larve. Probabilmente ancora deposte dalla regina precedente. Da monitorare per vedere se aumentano o se man mano che le api nascono queste celle opercolate diminuiscono.
Telaio 5 | Retro
Pochissime celle opercolate, diverse contengono polline.
Telaio 4 | Fronte
Si nota anche qui la presenza di nettare. Non vedo celle opercolate. Non vedo polline. Vedo nell’angolo in basso a sinistra una cella reale, che settimana scorsa non c’era.
Telaio 4 | Fronte | Dettaglio cella reale
Ho controllato la cella reale ho visto che era già aperta: ritengo quindi che la futura ape regina sia già nata dunque, ancora però non riesco a vederla perché non essendo ancora stata fecondata non ha ancora cambiato dimensioni.
Telaio 4 | Retro
Si vedono in alto a sinistra delle celle opercolate contenenti larve, altre celle che contengono nettare e un po’ di polline.
Telaio 3 | Fronte
Nulla di particolare da osservare, bene o male si vedono le stesse cose che gli altri telai: celle con nettare, celle con polline, celle opercolate.
Telaio 3 | Retro
Telaio 2 | Fronte
Telaio 2 | Retro
Telaio 1 | Fronte
È un telaio sostanzialmente vuoto.
Telaio 1 | Retro

E quindi la regina non l’ho vista, come non ho neppure visto della covata recente.

Hivegate

Già alcuni anni fa mi sono comprato questo prodotto il cui scopo è quello di proteggere l’alveare dalle vespe.

Considerato la recente visita di un calabrone, Vespa crabro, ed essendo la colonia debole ho pensato di riprovare a mettere questa protezione.

Visto dall’interno dell’alveare si presenta così:

Ho ripreso l’hivegate dall’interno dell’arnia. L’ho aggiunto nuovamente oggi poiché ho intravisto un calabrone (Vespa crabro) che ha provato ad entrare nell’alveare. L’hivegate dovrebbe permettere di proteggere dall’ingresso delle vespe.

Non appena l’ho messo ho visto che le api erano disorientate non riuscivano più a capire come fare per entrare nell’alveare. In pratica continuavano a camminarci intorno, senza però imboccare l’entrata del canale. E se anche ho visto qualche ape che si è infilata all’interno, dopo pochi secondi tornava sui suoi passi.

Allora ho pensato di procedere così: considerato che la popolazione non è delle più forti in questo momento, non me la sono sentita di “aspettare” che le api si facessero strada attraverso il tunnel per ritrovare l’ingresso al loro alveare. Ho deciso piuttosto di inserirlo quasi completamente lasciando sulla destra ancora un piccolo passaggio di modo che le api possano passare senza ancora usare “il tunnel”.

Chiaro anche le vespe ci possono passare accanto, è verissimo: tuttavia lo spazio che adesso è rimasto è proprio poco ed è più facilmente difendibile in caso di attacco.

Per adesso ho lasciato ancora dello spazio in modo che le api abbiano modo di abituarsi al nuovo ingresso sfruttando ancora lo spazietto laterale. In questo modo faccio sì che per eventuali vespe sia comunque più difficile entrare, anche se le api ancora non stanno sfruttando l’hivegate per entrare.

La mia speranza è che con il tempo le api si abituino a questo nuovo aggeggio che si sono ritrovate fra le zampe e che magari inizino ad usarlo nonostante l’ingresso laterale. Così che, fra qualche giorno, quando lo inserirò completamente nell’alveare, le api abbiano già preso confidenza con il nuovo percorso, e non corrano il rischio di rimanere fuori dall’alveare.

L’arnia verde acqua

Una volta completato il monitoraggio dell’arnia rossa mi sono dedicato a quella verde acqua. La prima cosa che ho controllato è stato del melario.

Il melario

L’ho posizionato una settimana fa circa, con tutti e 9 i telaini muniti di solo foglio cereo: c’è ancora tutto da costruire.

Oggi ho visto che le almeno su un paio di telaini le api sono a buon punto con la costruzione, non hanno ancora iniziato a riempire con miele, ma inizieranno presto, perché le strutture sono praticamente completate, almeno sui telaini centrali.

La trappola per fuchi

La seconda cosa che ero curioso di vedere era la trappola per fuchi: volevo vedere se l’avessero finita di costruire e se fosse finalmente piena di uova.

Bellissima l’immagine, trovo: la parte superiore della trappola per fuchi è già piena di miele opercolato. Nella parte sotto invece si vedono bene le uova dei fuchi, che si riconoscono facilmente perché sono particolarmente sporgenti. Questa parte di telaio dovrà essere eliminata il prima possibile.

Dopo aver notato che la regina era proprio su quel telaio ho pensato di rimettere a posto il telaio così com’era, per paura di perdere anche questa regina.

Domani farò un secondo controllo e l’obiettivo è quello di togliere tutta la parte inferiore in modo che i fuchi non nascano nell’alveare il tutto con la speranza di ridurre lo sviluppo della varroa.

Scambi di telai

Con un po’ di coraggio ho infine preso la decisione di prendere un telaio ricco di covata dall’arnia verde e di posizionarlo all’interno dell’arnia rossa.

Questo con lo scopo di dare supporto alla popolazione meno forte, la speranza è che la covata si sviluppi bene, che venga accolta dalla colonia esistente.

Questo è il telaio che ho deciso di prelevare dall’arnia più forte per regalarlo all’arnia più debole. Ci sono tante uova, miele.

L’errore in questo caso è stato quello di pulirlo completamente dalle api che vi erano sopra: queste sono api che curano tutte le celle e che facilitano la nascita delle nuove operaie. Avrei dovuto lasciarle lì, sprayarle con acqua zuccherata e poi metterle nella arnia rossa: l’acqua e zucchero avrebbe attirato la popolazione delle api indebolite e avrebbe accellerato l’accettazione di queste api straniere.

Adesso non mi resta che sperare che le uova nascano, che non vengano uccise o eliminate dalla popolazione esistente. Speriamo! 🙂

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